Il Nostro Territorio
Calvello, dove il bosco arriva fino alle arnie.
Un paese di pietra su un fianco del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, ai piedi del Monte Volturino. Intorno, a perdita d'occhio, faggi, aceri e castagni, pascoli e sorgenti. È qui che le nostre api lavorano, da marzo a ottobre.
Il territorio in breve
- Dove
- Calvello (PZ), Basilicata
- Area protetta
- Parco Nazionale dell'Appennino Lucano
- Alle spalle del paese
- Il Monte Volturino
- Intorno alle arnie
- Faggi, aceri, castagni, pascoli

Un paesaggio lasciato in pace
Un posto che si raggiunge apposta
Calvello non è sulla strada per andare da qualche altra parte. Ci si arriva salendo, curva dopo curva, e quando ci sei il rumore è quello del vento tra i castagni e delle campane della Chiesa Madre.
Intorno al paese il paesaggio è cambiato poco da generazioni: boschi, pascoli, orti, sorgenti che scendono dalla montagna. Sopra tutto, il Monte Volturino, che d'inverno si imbianca e d'estate trattiene il fresco.
Le nostre arnie stanno qui. Non in pianura, accanto ai campi coltivati in modo intensivo, ma ai margini del bosco e nei prati di montagna, lontano da industrie e grandi strade.
Perché qui
Cosa trova un'ape a Calvello
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Fioriture che non hanno fretta
In montagna la primavera arriva tardi e le fioriture si danno il cambio una dopo l'altra: prima l'acacia, poi il castagno, poi i fiori dei prati. Per questo ogni miele ha la sua stagione e il suo carattere.
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Bosco e pascolo, non monocolture
Un'ape vola anche a qualche chilometro dall'arnia. Per questo conta dove la metti: scegliamo postazioni circondate da bosco e pascolo, lontane dalle grandi coltivazioni della pianura.
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Acqua, ombra, riparo
Sorgenti per bere, l'ombra dei boschi nei giorni caldi, il riparo dal vento nelle giornate di tramontana. Le famiglie crescono tranquille e lavorano meglio.
Nessuno può promettere che un'ape non incontri mai nulla: l'aria non ha confini. Quello che possiamo fare è scegliere bene il posto. Questo l'abbiamo scelto perché è casa nostra.
L'anno delle api
Il calendario delle fioriture
Ogni vasetto ha una data di nascita. Ecco, mese dopo mese, cosa fiorisce intorno alle nostre arnie e quale miele ne nasce.
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Marzo · Aprile
Il risveglio
Le prime fioriture del bosco e dei prati. Le famiglie crescono, la regina torna a deporre, si preparano le arnie per la stagione.
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Maggio
L'acacia
Fioriscono le robinie: grappoli bianchi e profumati. Ne nasce un miele chiarissimo e delicato. Miele di Acacia
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Giugno · Luglio
Il castagno
I castagneti intorno al paese si coprono di amenti chiari e l'aria sa di castagno in fiore. È il miele più scuro e deciso dell'anno. Miele di Castagno
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Estate
I prati di montagna
Trifoglio, fiori di campo, essenze del sottobosco. Il millefiori racconta tutta la stagione e non è mai uguale da un anno all'altro. Millefiori d'alta quota
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Novembre · Febbraio
Il riposo
Le api restano nell'arnia e vivono delle scorte che abbiamo lasciato loro. Noi lavoriamo la cera e prepariamo la stagione che verrà.
Quando arriva la neve
L'inverno lungo della montagna
D'inverno a Calvello nevica. Le arnie restano al loro posto, nel bosco, sotto il bianco. Dentro, le api si stringono intorno alla regina e si scaldano a vicenda, consumando il miele della loro scorta.
È per questo che non raccogliamo mai tutto. Le scorte per l'inverno di montagna sono loro, e una famiglia che arriva forte a marzo è la prima garanzia del miele dell'estate.


